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Napoli, Parnoffi "Prima i miei genitori non volevano farmi giocare. Ora non si perdono una partita!"

  • 23 apr 2020
  • Tempo di lettura: 3 min

Alessia Parnoffi, portiere del Napoli femminile, assista dall’agenzia LTA. Si è raccontata dall'inizio della carriera, alla situazione attuale...


L'inizio: "Ho iniziato a giocare a calcio grazie a miei cugini, loro giocavano sempre a calcio e anche io volevo giocare con loro solo essendo più piccola mi mettevano in porta. Direi che ero destinata ad essere un portiere. Poi seguivo tutte le partite del Napoli allo stadio con mio padre. Nella mia famiglia il calcio è religione e io non potevo non innamorarmi."


Qualcuno ti ha aiutata o spinta a giocare a calcio? "No al contrario ci ho messo tempo per iniziare a giocare veramente a calcio perché i miei genitori, soprattutto mia madre, erano contrari. Solo all’età di 9 anni sono riuscita a convincerli di farmi provare, loro credevano che dopo un po’ con il venire dell’inverno mi sarei stancata, e invece eccomi qui a 21 anni ancora su quel campo e loro su quegli spalti a sostenermi. E si alla fine anche loro si sono innamorati del Calcio Femminile e non si perdono una partita."


Quanto è importante per un portiere farsi sentire dalle compagne? "Credo che sia una delle parti fondamentali del ruolo del portiere, perché nella nostra posizione siamo gli unici giocatori in campo capaci di poter vedere tutto e leggere prima le azioni. Avere qualche suggerimento qualche volta si rivela di vitale importanza per permettere alle compagne di sventare le azioni sul nascere."


Riti scaramantici: "Da buona napoletana ho molti riti scaramantici. Dal semplice posto fisso a tavola, fino ad arrivare a quello che per me è fondamentale ovvero quando entro in campo per la prima volta bacio sempre il terreno di gioco."


Partita che ricordi con più piacere? "Sicuramente la finale del campionato primavera con la Res Roma. Le emozioni di quella partita non si riescono a spiegare a parole devi solo viverle per capire. In più vincemmo lo scudetto ai rigori e io parai quello decisivo credo non ci sia soddisfazione migliore."


Che consiglio daresti ad una bambina che vuole iniziare a giocare a calcio? "Divertirsi perché non ci sta uno sport più bello del gioco del calcio. Poi consiglio soprattutto di non abbandonare mai questa passione nonostante la strada da percorrere non è semplice come per un ragazzino."


Alessia Parnoffi fuori dal campo: "Sono una studentessa, frequento l’università alla facoltà di economia e commercio. Cerco di gestire al meglio la mia vita tra calcio, università e amici. E devo ammettere che qualche volta a rimetterci e lo studio."


Come stai vivendo questo periodo? "Diciamo che non è semplice affrontare questo periodo perché restando a casa sono lontana dalle persone che amo, i miei nipotini o i miei nonni. Ma fortunatamente tra i corsi online, gli allenamenti e le serie tv mi tengo molto impegnata e vivo al meglio queste giornate."


Quali effetti porterà questo stop forzato? "Credo che tutti usciremo cambiati da quest’esperienza, chi più chi meno. Riprendere a giocare non sarà semplice perché anche se ci stiamo tenendo tutti in forma, giocare una partita è tutt’un’altra cosa, ma sono sicura che, come tutto, riusciremo a superare al meglio quello che ci aspetta."


Cosa significa per te essere una calciatrice? "Per me è un motivo di orgoglio. Sono felicissima di fare quello che amo e spero di continuare il più al lungo possibile."


Cosa pensi quando ti lanci per parare? "Sembrerà strano ma in realtà non ci penso, parto e basta, ciò che importa è fermare la palla. Da piccola inizialmente avevo un po’ paura poi allenamento dopo allenamento mi riusciva sempre più naturale."


Sogni per il futuro? "Giocare in serie A e ritornare in Nazionale"



Di Giada Morena


Photo credit: profilo instagram @99__parnoffina

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